Carrara pride. (Elaboriamo il lutto con un amen)

Ho una strana timeline stamattina su Facebook. I carrarini si emozionano difficilmente sapete. E quasi mai si emozionano tutti insieme. Carrara è anarchica, individualista e ruvida. Per trovarle il cuore devi faticare come per salire sulle sue montagne. Se vede che te le prendi troppo a cuore ti dice: "Ma non ti confondere". Se pensa che ci stai credendo troppo scuote la testa: "Ma come sei convinto". Carrara non si sente mai all'inizio, ma sempre alla fine di qualcosa. Sa di essere stata giovane e bellissima, ricorda quando c'era il palco della musica e si ballava in piazza e al Settimo cielo, ma conosce il rumore delle serrande che chiudono per non riaprire e delle sirene che annunciano un'altra tragedia alle cave. Si è abituata a pensare che piove sempre sul bagnato. E sa che a volte piove davvero, e il fiume si porta via le case e le strade, e si sente violentata come il suo paesaggio e il suo territorio mal tenuto. È arrabbiata, Carrara.

Ma una sera, all'improvviso, si muove la città. Galleggia e se ne va, proprio, lasciandosi rapire da un sogno condiviso. La gente nei bar canta. La gente si telefona e piange, mentre in tv Francesco piange. La gente mette una foto di Francesco su Facebook e ci scrive sopra: "Bel me cocòn, bel e fat ben". E poi: "Tutta Massa è con te", addirittura: robe da chiodi, avrebbe detto mio nonno (e c'è pure un massese a premiarlo, il carrarino: troppo bello).

E lui dice una cosa che quasi non sembra uno di Carrara, una cosa che di sicuro è poco contemporanea e poco sanremese, dice: ho lavorato tanto. Che vuol dire: ci ho sofferto, ci ho creduto, mi ci sono buttato dentro fino in fondo. "O ber, o affogar". Ed eccolo lì, ha vinto. E la sua città incredibilmente si è convinta che qualcosa ora possa cambiare, forse tutto: "State attenti, perché Carrara dopo l'AMEN, ora MENA", scrive qualcuno.

E in fondo perché no: siamo fatti anche così, anche Francesco che l'ha capito e l'ha detto meglio di tutti. E allora: e allora avanti popolo che spera in un miracolo, elaboriamo il lutto con un amen.

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