Monthly Archives: luglio 2010

I probiviri di via Solferino

In nome (per carità) dei principi liberali e del diritto al dissenso contro tutti gli “stalinismi”, il Corriere della sera oggi equipara arditamente il caso Granata e il caso Veronesi. Il qualunquismo con cui vengono accostate la denuncia di rapporti non chiari con la criminalità organizzata all’interno del Popolo della libertà (denuncia che nonostante gli scrupoli garantisti dell’editorialista di via Solferino non appare del tutto campata per aria) e quella delle condizioni alle quali un senatore del Pd può accettare una nomina al vertice di un’Authority, ma soprattutto il paragone tra le modalità di discussione e la qualità del dibattito democratico nei due principali partiti italiani, può far ridere o può indignare, ma qui vorrei provare a farne lo spunto per una riflessione di fondo.  Continua a leggere

A modo nostro – La nota introduttiva di Francesco Cundari per Highlander

La retorica della memoria è un tratto tipico della cultura di
sinistra, ma suona spesso fasulla. Ed è (quasi sempre) molto noiosa. I
due difetti sono legati da una stretta relazione di causa ed effetto,
ovviamente. Fateci caso: quanto più, a parole, un politico indulge
nella retorica della memoria (e nel suo inevitabile corollario sui
"valori" di cui la Storia, con la maiuscola, darebbe altissimi
esempi), con quanta più enfasi esorta le nuove generazioni a trarre
ispirazione e insegnamento dal passato, sempre con il tono e con gli
argomenti di una brava maestra che porti la sua scolaresca a visitare
un museo, tanto più si può scommettere che proprio lui, non appena ne
avesse la disponibilità, si rivelerebbe il più accanito persecutore di
ogni uso, costume e simbolo tradizionale della sua comunità. La
pretesa di imbalsamare la storia in una natura morta di valori
immutabili, in una galleria di statue di gesso da visitare in
silenziosa e riverente ammirazione, non per caso va di pari passo con
la retorica, solo apparentemente opposta, dei grandi cambiamenti, del
nuovo che avanza e delle vecchie idee ormai del tutto inservibili per
comprendere il mondo di oggi. Se ne potrebbe ricavare una legge
matematica: dato un certo numero di occorrenze, nei discorsi ufficiali
di un leader politico, delle parole "memoria" e "valori", si può
disegnare con ragionevole approssimazione la curva esponenziale della
furia iconoclasta che presto o tardi finirà per abbattersi sul suo
partito. Continua a leggere

Alle origini del nostro futuro. La prefazione di Pier Luigi Bersani per Highlander

Prefazione

di Pier Luigi Bersani

 

Se si va dai “vecchi” è sempre per cercare un senso da dare alle cose, perché abbiamo nella testa qualcosa da sistemare, per trovare un punto di vista da cui guardare in avanti. Bisogna dire che quel senso, nelle interviste di questo libro, si trova. Dei colloqui con gli Highlander la cosa che più colpisce è la freschezza di pensiero che raccontano. E io credo che questa freschezza derivi dal fatto che la fase decisiva della vita, per tutti loro, è coincisa con la gioventù: è una “questione generazionale” fatale e drammatica quella che li accomuna, perché a volte capita che sia la storia a decidere la vita degli uomini. Questa generazione, quella degli Highlander, ha avuto una maturazione molto rapida, ha dovuto compiere scelte tanto precoci quanto drammatiche. E perciò in qualche modo è rimasta giovane com’era allora per sempre. Continua a leggere