Monthly Archives: gennaio 2014

Statuto Pd, se sei sindaco non puoi fare il segretario (regionale)

Non so voi, ma io non conosco Luca Ceriscioli, anzi a dir la verità non l'avevo mai sentito nominare fino a ieri. Ceriscioli è un sindaco del Pd, sindaco di Pesaro. Non so se sia un bravo sindaco, ma è stato eletto per due mandati e quindi tra pochi mesi, terminato il secondo, non sarà ricandidabile. Ceriscioli non è un amico mio né un compagno di cordata, ho chiesto e mi hanno detto che alle primarie nazionali ha votato per Matteo Renzi. Bene, Ceriscioli si è candidato alla segreteria regionale del Pd delle Marche. Ha raccolto le firme e ha presentato la candidatura. Ieri quella candidatura è stata dichiarata inammissibile per incompatibilità con lo Statuto del Pd, ai sensi del paragrafo 2 del capitolo 21.

Siccome non ci credevo ho controllato, ed è vero. Se fai il sindaco non puoi fare il segretario regionale. Il capitolo 21 parla delle incompatibilità e definisce anche i criteri per le deroghe, ma le incompatibilità di cui al punto 2, dice il punto 8, non possono essere derogate: la commissione di garanzia, che ha escluso Ceriscioli, non poteva fare altro che quello che ha fatto. Non importa che il giorno della sua eventuale elezione, il 16 febbraio, Ceriscioli sarebbe stato un sindaco con gli scatoloni pronti per il trasloco nel suo ufficio in comune. Non importa che il Partito democratico abbia un sindaco, e un sindaco in procinto di ricandidarsi, addirittura come segretario nazionale. Lo statuto parla chiaro, dice. Peccato che nessuna persona normale lo capisca, dico io.

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Nellaggiungla della notifica. Una multa a Roma

Di solito con le raccomandate c'è poco da illudersi, e infatti anche questa era una multa: cinquantaquattro euro e rotti. La multa per divieto di sosta è una specie di rischio calcolato per chi lavora in centro e si muove in motorino; è il parcheggio a pagamento di fatto che la città ci offre a pochi passi dall'ufficio. Siccome però io le multe di solito le pago - così poi non ci penso più e smetto di rosicare - prima di arrendermi affronto il disordine di casa mia, perché il disordine non è un problema, devi solo capirne la logica. E infatti trovo la ricevuta: la multa l'ho pagata.

A questo punto dovrei chiamare il numero verde, c'è scritto. Zeroseizeroseizerosei. Il numero è simpatico, ma hai voglia ad attendere per non perdere la priorità acquisita: dopo un po' mi arrendo e decido vabè, vado al comando dei vigili. Continua a leggere

Renzi – Cuperlo: non sono battute, è politica

(questo post è uscito su Huffington post Italia)

Io non credo affatto che quella battuta di Matteo Renzi, l'altra sera in direzione, sia stata una "caduta di stile". Tantomeno credo che un politico di razza come il segretario del Pd non avesse colto - giusta o sbagliata che fosse - la strategia con la quale la minoranza si era presentata in direzione; una strategia che, superando i toni anche duri dei giorni e delle ore precedenti, puntava a capitalizzare alcune importanti novità trapelate nelle ultime ore sul merito della riforma elettorale - prima di tutto quel doppio turno, per quanto "eventuale", che la fa somigliare un po' di più alla proposta storica del partito - e ad aprire il confronto di merito su altri punti ancora problematici.

In questo quadro l'area Cuperlo aveva rinunciato a infilare una serie di interventi polemici su questo o quel punto, affidando solo al presidente del partito il compito politico di parlare per tutti; il che Cuperlo aveva espressamente dichiarato in apertura del suo intervento. A maggior ragione non credo alla versione della "battuta" o della questione stilistica. Credo che quella di Renzi sia una precisa strategia politica. (continua qui)