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Archiviare il segretario candidato premier? Compagni, fate con comodo

La modifica statutaria per separare la carica di segretario e candidato premier venne proposta nel 2013, durante la segreteria Epifani. Si trattava semplicemente di prendere atto della realtà, non solo per salvaguardare il premier in carica, che si chiamava Enrico Letta, era del Pd e NON ne era il segretario. Ma per prendere atto che il sistema non era PIU' né bipolare né maggioritario, e quindi nessuno poteva più pensare di essere "il candidato premier" di niente. Quella modifica allo statuto fu bocciata, per una convergenza tattica tra alcuni nostalgici ideologi di un purismo ulivista fuori tempo massimo e coloro ai quali di quella norma statutaria volevano farsi forti per raggiungere i loro obiettivi di potere: cioè scalzare Letta e sostituirlo a palazzo Chigi. Naturalmente i primi, come sempre, hanno fatto il gioco dei secondi.
Successivamente è stata addirittura approvata una legge elettorale che, con un sistema proporzionale e multipolare, prevede addirittura la figura del "capo della coalizione", anche se la coalizione non c'è. Cinque anni di retorica bugiarda e di distanza dalla realtà.
E adesso leggo che per qualcuno quella modifica sarebbe "frettolosa". Alla buon'ora, compagni. Fate con comodo.

Ammesso che il problema sia Crisafulli

Guardate che Crisafulli - ammesso che il problema sia Crisafulli - non è che vince perché ha le tessere: Crisafulli vince perché ha il consenso. Lui l'ha anche detto, con un certo adorabile umorismo gaglioffo (scusate, de gustibus): "Nella mia città - ha detto - io vinco anche col sorteggio". C'è da fare le tessere? Crisafulli fa più tessere degli altri. C'è da portare la gente al gazebo? Crisafulli porta più gente di tutti al gazebo. Vale, sia chiaro, per tutti i Crisafulli d'Italia. E però il caso di Crisafulli è molto interessante, per tanti motivi.
Intanto perché è in corso un clamoroso e plateale tentativo di crocifiggere Cuperlo a Crisafulli. Gli autori di questa operazione, dico i renziani, sono gli stessi che quando gli rinfacci qualche episodio paragonabile e imputabile a candidati che anziché Cuperlo sostengono Renzi, ti rispondono indignati: "E noi che c'entriamo? Cosa volete da noi? Mica possiamo conoscere tutti quelli che votano Renzi! Noi parliamo solo dell'Italia e dei suoi problemi, queste cose non ci riguardano!". Frasi testuali eh, non roba che mi invento io. Ok, ma allora perché il caso Crisafulli dovrebbe riguardare Cuperlo, solo perché Crisafulli per la segreteria nazionale sostiene Cuperlo, e invece il caso dei sessanta iscritti albanesi di Asti che hanno votato un segretario di circolo che sosterrà Renzi non dovrebbe riguardare Renzi? Ma non è tutto. Continua a leggere